Ciao mondo!!

Welcome to WordPress.com. This is your first post. Edit or delete it and start blogging!

Annunci
Pubblicato in Senza categoria | 1 commento

3A e 3B

3A e 3B

Due uomini entrano nella stanza di un ospedale e cominciano a disfare i bagagli e indossare i pigiami per il ricovero.

Il paziente 3A mette sul comodino

Il paziente 3B mette sul comodino:

3A è scocciato, parla al cellulare: "’Sti calcoli di merda, con tutto quel che avevo da fare. Sì, no, ho dovuto rimandare Milano. Helsinki forse faccio in tempo, semmai sposto last minute, spero che la convalescenza… no… me lo tolgono dal prepulzio… cazzo ridi? Una rottura…. vorrei vedere te…"

3B ha spento il cellulare, legge, sembra rilassato. Sereno.

3A lo guarda.

3B dice: "Prima di venire qui a togliermi i calcoli mi hanno fatto fare due biopsie. L’ipotesi era cancro al pancreas

Pubblicato in Senza categoria | 7 commenti

L’AMACA (febbraio 2009)

Forse sono diventato ipersensibile, come chiunque, da anni, senta lo stesso vecchio chiodo piantarsi nella stessa vecchia ferita. Ma ogni volta che Berlusconi pronuncia anche una sola parola sulla famiglia Englaro mi sento umiliato dalla sua grossolanità morale. Al consueto effetto dell’ elefante nel negozio di porcellane si aggiunge la totale incongruenza tra un argomento così alto e un livello così basso. Specie quando costui osa addentrarsi in dettagli – come dire – fisiologici, che riguardano un corpo inerte e lo strazio quasi ventennale di chi la veglia e la cura, mi si rivolta lo stomaco. Un argomento che anche i filosofi accostano con sorvegliatissima prudenza diventa, in bocca a lui, la ciancia superficiale di un importuno, per giunta dotato di poteri enormi, che in genere agli importuni non vengono affidati. In questi giorni siamo di fronte a un doloroso strappo istituzionale e costituzionale, ma forse perfino più dolorosi sono gli sgarri verbali che il premier si è concesso, blaterando di gravidanze e di "bell’ aspetto". Chissà se, di fronte a questo osceno spettacolo, almeno qualcuno dei suoi elettori ha potuto aprire gli occhi. L’ illusione è che esista una soglia oltre la quale finalmente la passione politica si fa da parte, e lascia il posto alla valutazione umana. Non posso credere che essere di destra, oggi in Italia, significhi rassegnarsi a essere rappresentati da uno di quella fatta. – MICHELE SERRA
Pubblicato in Senza categoria | 1 commento

Grande G.

A seguito del persistente diniego da parte dello Stato del Brasile di consegnare all’Italia il latitante Battisti, il ministro La Russa dirama un decalogo di comportamenti che oltre ai già espressi inviti
a:

1. non giocare la partita di calcio Italia-Brasile
2. evitare i viaggi a Rio

aggiunge il suggerimento, se non l’imperativo patriottico di:

3. sputare nella caipirinha e ordinare in sua vece un nocino
4. non masturbarsi mai più pensando alle Oba Oba, sostituendole nella fantasia con una squadraccia di Littorine
5. ritirare le copie in circolazione del cinepanettone "Natale a Rio" e reintitolarle "Natale a Latina"
6. nazionalizzare Amauri, e già che si siamo pure Doni, Pato e Kakà, poi scoprire antenati brasiliani del pur bravo difensore Loria
7. sopprimere il carnevale e andare direttamente alla Pasqua senza passare per la quaresima
8. cementare il citofono di "Marisela, mulatta, quinta naturale, gran fondoschiena, astenersi perditempo"
9. scrivere su tutti i muri disponibili con la vernice spray "Lula non ciula"
10. gridare insieme, tutta la curva: "PIU’ CARAMBA, MENO SAMBA"

Pubblicato in Senza categoria | 1 commento

NON-LUOGHI

Li chiamano “nonluoghi”…

Il neologismo nonluoghi definisce due concetti complementari ma assolutamente distinti: da una parte quegli spazi costruiti per un fine ben specifico (solitamente di trasporto, transito, commercio, tempo libero e svago) e dall’altra il rapporto che viene a crearsi fra gli individui e quegli stessi spazi.

Marc Augé definisce i nonluoghi in contrapposizione ai luoghi antropologici, quindi tutti quegli spazi che hanno la prerogativa di non essere identitari, relazionali e storici. Fanno parte dei nonluoghi sia le strutture necessarie per la circolazione accelerata delle persone e dei beni (autostrade, svincoli e aeroporti), sia i mezzi di trasporto, i grandi centri commerciali, i campi profughi, eccetera.

Ora, non me ne voglia il caro Marc Augè ma io non sono per niente d’accordo con questa visione.
Probabilmente è vero che si tratta di spazi in cui milioni di individualità si incrociano senza entrare in relazione sospinti o dal desiderio frenetico di consumare o di accelerare le operazioni quotidiane ma non è forse questo un aspetto caratteristico della nostra “umanità”!
Noi siamo frenetici… consumisti…. sospinti da una smania generale di moto perpetuo!
Beh, questi mi sembrano molto più “luoghi” di tanti altri.
Prendiamo un aeroporto. Il nonluogo per antonomasia. Io trovo che al contrario di ciò che si dice, l’aeroporto sia la summa della più varia natura umana. Lo adoro anche per questo.
Vite che si incrociano, partenze, arrivi, saluti, abbracci, baci, pianti, risate, nervosismo, liti, attese, coppie in viaggio di nozze, amanti, famiglie, bambini, animali nelle apposite gabbiette, bagagli, duty free, odore di detersivo per i pavmenti, carrelli abbandonati, divieto di fumo, mozziconi nascosti negli angoli dei bagni, scolaresche in viaggio d’istuzione, gruppi organizzati ecc ecc..
Se non è umanità questa!
Se non c’è scambio di vita in queste occasioni, ditemi, quando c’è???

Insomma, non voglio mettermi contro il signor Augè (di cui potete leggere i papielli in merito su qualche pagina di wikipedia) ma nel mio piccolo ci tengo a tessere l’elogio dei nonluoghi e li ribattezzerei invece “sueprluoghi”!
Ma questa è un’altra storia….

Pubblicato in Senza categoria | 3 commenti

…a C&M con affetto!

La vita non è un film……così recita una nota canzone degli Articolo 31.
Sono d’accordo!
Soprattutto perchè nei film le cose importanti sembrano accadere con un tempismo perfetto (magari anche con il giusto sottofondo musicale)!
Nella vita vera non è così!
Nella vita reale veniamo sorpresi e travolti dagli avvenimenti, belli o brutti, quando meno ce l’aspettiamo:
Una telefonata nel cuore della notte…
Una notizia alle 15 di un martedì di settembre che cambia le sorti del tuo futuro e del mondo intero…
Un’estrazione di sei numeri vista in tv ad ora di cena…
Ma le sorprese della vita, per fortuna, non sono solo fatte di stravolgimenti così rivoluzionari.

Una sera, per esempio, te ne vai al cinema pensando di assistere ad un filmetto (per altro senza grosse pretese) e ti ritrovi invece accanto a due persone che ti entreranno dentro e alle quali oggi, a solo un anno di distanza, ti sembra impossibile rinunciare.
Spesso sottovalutiamo l’importanza di chi c’è caro.
Leggiamo vagonate di mail sull’amicizia (e magari le inoltriamo pure) senza nemmeno soffermarci sul contenuto, incantati dalla canzoncina che l’accompagna e dal testo ad effetto, preconfezionato per toccare l’anima dei più sensibili (leggi: ingenui).
Superficiali!!
Mi conoscete… sapete bene che ne lungo elenco dei difetti che mi appartiene, manca la superficialità
[evidentemente non l’immodestia 😉 ].
Perciò, senza mail a catena o troppi sentimentalismi, ma solo con le parole che mi stanno uscendo di getto dal cuore, voglio ringraziare il destino che, in quella fredda sera di novembre, ha deciso di scaldarmi l’anima regalandomi voi due.

Spero di rimanere sempre all’altezza del dono ricevuto. Io ce la metterò tutta e se a volte fallirò, sono convinto che saprete perdonarmi.

Vi voglio bene…
Fa’

Pubblicato in Senza categoria | 3 commenti

Monkey business

"Tu non hai visto la scimmia tossica"
"Non ne sarei così sicuro…"
"Parlo di una vera scimmia"
"Che scimmia?"
"Dove lavoravo prima, una grande industria farmaceutica, sperimentavano nuove sostanze, cercavano medicine, a volte non proprio medicine, cose che potessero produrre effetti speciali…"
"Effetti speciali mi piace…"
"Sì, piacciono a tutti, anche alle cavie. Le tenevano in uno stadio blu…"
"Blu?"
"Per via delle luci, credo servissero a tranquillizzarle, non lo so, in realtà erano tutte stordite, narcotizzate dopo gli esperimenti, prima di morire, o paralizzate dalla paura, una cosa così…"
"E la scimmia tossica…"
"Sì, la scimmia tossica… stava in questa gabbia, le avevano scoperchiato la testa…"
"Vuoi dire…"
"Così… swosh! Poi le avevano infilato questi tubi dentro, collegati a qualcosa che lei non poteva vedere, qualcosa che stava fuori dalla gabbia, una qualche droga che aveva cominciato a prendere quando era arrivata nello stadio blu, prima che…"
"Swosh!"
"Sì, così… nella gabbia della scimmia c’erano due bottoni, uno rosso e uno verde, lei sapeva premerli con le zampe. Se schiacciava il rosso, nel tubo passava una sostanza nutriente, se schiacciava il verde, succedeva l’altra cosa. Qualcuno la teneva sotto controllo: all’inizio schiacciava il verde una volta al giorno, poi due, tre, dieci, alla fine schiacciava solo quello, ogni quarto d’ora, l’ultima volta con il muso, quando ci cadeva sopra, stecchita"
"Overdose…"
"Sì"
"Quanto poteva durare?"
"Mai più di una settimana"
"Che settimana, però… Credi che potresti procurartene un po’?"
"Di che cosa?"
"Di quel che davano alla scimmia tossica"
"Ti sei guardato? Sono anni che ti fai di quella roba…"
Gli gettò in grembo il telecomando della tv, il pulsante verde luccicava.
Pubblicato in Senza categoria | 11 commenti