PAESAGGI DI UNA VITA

Lungo le pagine di Repubblica, in questi giorni, si aggira un nume benefico. E’ una celebre e bellissima fotografia di Eduardo De Filippo da vecchio, un tracciato di rughe che (rubo le parole a Tullio Pericoli) sembra il paesaggio di una vita. Lo sguardo distratto che conservo per le pubblicità di ogni ordine in questo caso si incanta. Ma un poco, anche, si sgomenta: perchè accanto al piacere umano che suscita l’evocazione di quell’uomo da vecchio (evidentemente s’è meritato quella faccia impareggiabile) colpisce una sensazione di totale anacronisticità.
Nell’iconografia contemporanea. specie in quella pubblicitaria, le rughe non si portano più. La pialla del lifting e la maschera del cerone occultano la vecchiaia (cioè la storia della vita) come se fosse uno scandalo.
Le espressioni, le fisionomie ne escono cancellate.
Una volgarissima giovinezza posticcia sfratta dai volti famosi gli anni ed insieme ad essi, la persona stessa. Così la faccia di Eduardo fa lo stesso effetto che il nudo, inflazionatissimo, non produce più: l’effetto di una rivelazione e di una liberazione.

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7 risposte a PAESAGGI DI UNA VITA

  1. alessandra ha detto:

    Mi viene in mente Pirandello quando parli di maschere e soprattutto di volti "vissuti". Certo, lui per maschere non intendeva lifting o ceroni di fondotinta…Si riferiva a qualcosa di ben  più profondo. Ci si fingeva in una modo, quando in realtà si era in un altro, per far contenti gli altri…E allora si indossava la maschera e cominciava la trasformazione, fin quando non si diveniva prigionieri dell\’idea che gli altri avevano di noi. Oggi le cose non sono tanto diverse…forse solo un pò più superficiali. Oggi una ruga è segno di debolezza. E\’ una specie di "difetto di fabbrica" in una società che vende esseri umani come "prodotti". E per essere all\’altezza la donna ricorre al botox, al silicone, e l\’uomo al trapianto di capelli, alla liposuzione e al viagra. Siamo condannati ad un\’eterna giovinezza, schiavi di uno specchio. Il guaio è che rimarremo fregati, come la strega di Biancaneve…perchè tanto ci sarà sempre qualcuno più giovane e bello di noi. Non è quindi questa una buona ragione per non fare della bellezza esteriore l\’unica ragione di vita?! Un mio amico mi diceva sempre: "la bellezza è negli occhi di chi guarda"…e concordo pienamente. Proprio oggi passavo di fronte alla "bottega"di un calzolaio nel mio quartiere. Era chino su una scrivania coperta di scarpe. Dalla bottega usciva un forte odore di cuoio e di non so che altri prodotti. La sua testa bianca luccicava sotto una lampada. Gli occhiali poggiati sul naso, la fronte increspata di rughe, la bocca morbidamente adagiata tra le guance ormai appesantite dalla forza di gravità…Sembrava un quadro. Non so spiegarlo. Era come se tutto intorno alla bottega il mondo si muovesse alla velocità della luce, mentre all\’interno di quel buchetto in chiaroscuro, quel piccolo uomo compiva i suoi gesti lenti, come un rito sacro, nel quale si esprimeva la sua essenza.
    Di uomini così sono convinta che ne vedremo sempre di meno…Uomini come mio nonno che ho perso nel \’98, persone con centinaia di rughe e altrettante storie da raccontare. Persone che hanno vissuto, che non hanno paura di piangere e vedere la lacrima solcare come un ruscello di montagna le pieghe del loro volto.

  2. Diana ha detto:

    ahhhhh…caro eduardo compagno di notti insonni ;)…mi ci voleva una rispolveratina!!!! ciauuu baci

  3. Leila ha detto:

    ma che belle e profonde parole…mi trovano d accordo. Bacio

  4. Peppe ha detto:

    1) Cicerone non avrebbe mai citato il giornalista a cui ai "rubato" le parole
    2) Eduardo è un grande e non è solo su Repubblica
    3) La prossima volta che vieni nel mio blog commenta quello che ho scritto e non lasciare messaggi con la certezza che io li legga in un futuro prossimo
    4) Io ci metto anche il quarto punto (anche se Dante diceva che il 3 è il numero perfetto) giusto per dirti che ti acchiappo sempre non in linea!
     
     
     
     
     
    Nightfly

  5. virtuale ha detto:

    Buongiorno socio!per ora cerco di limitare le mie rughe…………un giorno imparero\’ ad amare anche loro…….del resto narreranno tutto il mio passato!!e come si fà…… a non amare il racconto della propria vita!?:)ti bacioAPEREGINA!

  6. silvietta ha detto:

    Ciao Fa\’!
    Hai proprio ragione, ke bello poter vedere ancora queste cose adesso ke ormai l\’invecchiare è diventato un tabù e si cerca disperatamente la formula per l\’eterna giovinezza…
    Mi affascinano molto le persone anziane, penso ad esempio ai miei nonni, con le loro rughe e segni del tempo che raccontano la loro storia di vita, e soprattutto gli conferiscono autenticità…
    La genuinità per me vince sempre su tutto, anke se si deve scontrare con l\’artificialità imposta dalla società dei nostri tempi…
    Viva le rughe e viva le persone vere!!
    Grazie per l\’intervento interessante
    Baci,
    Sil
     

  7. alessandra ha detto:

    semplice e un pò banale…ma devo dirlo: gli anziani sono stupendi….tranne quando guidano col cappello, ti tamponano e dicono "\’sti giovani d\’oggi!!!!!!"….tanto per sdrammatizzare…mica solo te puoi sparare ca****e a ruota sul mio blog!HIHIHIHIHI

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