un giorno qualunque in un bar qualunque….

Ci sono giorni in cui il sangue sembra scorrere più velocemente!
Giorni in cui la vita schizza fuori da ogni poro… in cui il cuore batte a velocità doppia!
Eppure sono giorni apparentemente "normali"!
Senza esami da sostenere, figli da far nascere, colloqui di lavoro, matrimoni, funerali o scadenze importanti!
Sono giorni di vita vissuta!

Per capire di cosa parli basta sedersi ad un tavolino di un bar, fuori l’università, e dare uno sguardo al microcosmo che popola quest’ecosistema urbano:
Un gruppetto di ragazzoni chiassosi ma genuini raccolti attorno ad una "gazzetta dello sport" che schiamazzano passando da un serioso commento sulla prossima partita del Napoli,  ad un divertito (e divertente) giudizio su ogni ragazza capiti loro a tiro…
Le due amiche sedute l’una accanto all’altra prese e comprese da un fitto chiacchiericcio, fatto per lo più di critiche un po’ velenosette su Tizio o Caio e sulla borsa da comprare per completare il vestito da indossare alla festa di venerdì sera…
L’immancabile duo formato da "ragazza in crisi con il proprio fidanzato" ed "amica-spalla su cui piangere". In pratica è un monologo della prima intervallato da brevi osservazioni della seconda che s’alternano tra durezza e compassione. Alla fine la prima resterà con il suo ragazzo nonostante "quello stronzo non si meriti niente"…
Il tavolino di studentesse pre e post esame. Quattro o cinque, con qualcuna di loro che si alza a rotazione per andare "un attimo in segreteria" o "a fare la pipì". Si parla di "quel bastardo di assistente" del "professore rattuso" e poi alternativamente del quadro di Cavallini ("Ma daiii, una domanda che non si fa’ mai, ti pareva che non la facevano a me") o dell’ "art.111 della Costituzione" (quell’assistente troia… più sono giovani e più sono bastarde"). Per questi discorsi vale la regola matematica per cui "cambiando l’ordine dei fattori, il prodotto non cambia"…
Eccoli arrivare: i turisti tedeschi; vestiti in quel modo improponibile: sandali con calzini bianchi, camicie che da noi sono passate di moda con la caduta del Muro e macchina fotografica appesa al collo! Ridono divertiti dell’atmosfera "caciarona" che c’è attorno, sorseggiando i tanto amati "kappuccinen"…
Il misterioso (per chi, poi, non si sa) intellettuale che sbevazza il the o il caffè corretto, leggendo il suo periodico di informazione preferito (un semisconosciuto giornale di propaganda e non importa se propaganda di estrema sinistra o destra… gli estermi tendono a somigliarsi, in apparenza) senza disdegnare però di buttare un occhio alle due svampite sedute di fronte a lui ma attento a non macchiare la giacca di velluto a costine con le toppe marronni sotto i gomiti…
Al bancone si avvicendano professori di Legge e professori di Lettere (bella differenza), assistenti, avvocati, impiegati ed impiegate degli uffici vicini. Tutti serviti diligentemente da i due baristi. Tra una battuta, una risata, un commento su questa stanca e stancante politica italiana, uno "shekerato alla nocciola come solo Carmine sa fare" ed una chiacchiera sul tempo…
Il cassiere-gestore, con l’amico avventore abituale al suo fianco, parla di "quell’affare da concludere al più presto"…
Le ragazze che servono ai tavoli, semplici nella loro genuinità da "brave ragazze che scendono la mattina per andare a faticare, foss’anche per una miseria al mese", l’altra faccia dei quartieri popolari napoletani…

Insomma un giorno qualunque in un bar qualunque!
Credo che se riesci a cogliere l’immensità della natura umana, anche in uno spaccato quotidiano come questo, hai la capacità e la sensibilità giuste per arrivare a conoscere il mondo. E chi conosce il mondo, conosce se stesso….
Buon viaggio nella vita a tutti e proviamo sempre a tenere vive le parole di John Lennon:
"La vita è quella cosa che ti accade mentre sei preso a fare progetti per il futuro" 

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8 risposte a un giorno qualunque in un bar qualunque….

  1. MoOrO ha detto:

    esatte!…solo così si può andare avanti…è bello

  2. Giuseppe ha detto:

    Hai raccontato uno spaccato di vita quotidiana con una lucidità impressionante, come se ad uno di quei tavolini del bar fossi seduto anche io!!!
    E\’ tutto tremendamente normale… ma tremendamente vivo e pulsante!!!
    Grandissimo Bibi!!!

  3. silvietta ha detto:

    Sembrerà una sviolinata ma ti ho sempre detto che adoro il tuo modo di descrivere le cose! E\’ bello avere la possibilità di osservare quello che accade intorno a noi in queste giornate "normali"..Bacio!

  4. MIchela ha detto:

    sei l\’unica persona…che anche se scrive post molto lunghi riesco a leggere fino alla fine e con grande interesse!la tua carriera era il giornalista…altro che avvocato!
    un bacio
    Gli squilli fammeli prima perchè la notte IO faccio la nanna!smack
    Michelina

  5. Roberto ha detto:

    Niente da aggiungere a tutto quello che che hanno già scritto le persone prima di me, se non che sono assolutamente d\’accordo con loro; hai descritto una situazione vissuta credo da tutti, ma realmente chi avrebbe saputo raccontarla meglio? credo poca gente…
    Come sempre: complimenti
     
    PS: Bellissima la frase di John Lennon

  6. Marea ha detto:

    Ciao Bibi,
    non ci crederai ma capita spesso anche a me di fermarmi e guardarmi intorno, osservare le varie dinamiche delle persone..è così divertente..
    Mi sciolgo come neve al sole quando vedo uan coppia in fase di corteggiamento, è la migliore..
     
    Un abbraccio
     p.s.= come và dalle tue parti?
     

  7. gigi ha detto:

    Sei un grande..

  8. Lucia ha detto:

    Secondo me, e già una volta l\’ho detto, le scene di vita più simpatiche avvengono sui treni o sugli aerei…come quando litighi col tuo fidanzato perchè hai scoperto che ti tradisce e lo fai mentre stai viaggiando in un vagone pieno di gente…nono tranquilla, infamalo pure tanto qui nessun si sta facendo i cazzilli tuoi…nono qui siamo tutti sordi e continuiamo a leggere o a far finta dio ascoltare musica con il volume al minimo perchè ci dispiace tanto per te!!
    Quante ne avrei da raccontare in 14 anni di pellegrinaggi fra casa e casa…
    Un abbraccio latitante!

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