F.S.

Mi piace viaggiare in treno. Come l’ascolto della radio e l’insgnamento universitario, consente di fare altro. Leggo, sfoglio, scrivo, sopporto quelli che urlano nel telefonino confidando le vicende più intime ad un intero scompartimento che non vuol sentire.
Cosa mi piace dei viaggi in treno?
Mi piacciono le partenze, per cominciare. C’è un’umanità che trascina bambini e pacchi, impreca sotto il peso delle valigie, fuma lungo i binari. Qualcuno saluta da un finestrino e si commuove, come in un vecchio film. Forse è una comparsa ingaggiata dalle Ferrovie Dello tato, per creare un po’ d’atmosfera ra un ritardo e l’altro.
Dei treni è bello anche il rumore. Mentre il mondo dei trasporti punta verso l’insonorizzazione, le ferrovie producono ancora un baccano soddisfacente. In una camera d’albergo, il brusio della stada distrae, i cigolii dell’ascensore irritano, il ronzio dell’aria condizionata disturba.
Il rumore dei treni, invece, rilassa. Niente sferraglia bene come un accelerato che – come sappiamo – è il treno più lento, a dispetto del nome. Niente consola di più di una voce che, dopo sei ore di viaggio, comunica l”arrivo in anticipo sull’orario stabilito. Non è un annuncio… è un’epifania! Fore per questo succede una volta l’anno.

I treni italiani sono luoghi di confessioni di gruppo e assoluzioni collettive: perfetti per un paese che si dice cattolico. Ascoltare cosa dice la gente, guardare come gesticola: è una forma di spettacolo.

Siamo una nazione dove tutti parlano con tutti. Provate a seguire le conversazioni su un treno italiano (meglio se di quelli che "spaccano in due" il paese; Milano – Reggio Calabria, via Bologna, Firenze, Roma e Napoli). Sono esibizioni pubbliche, piene di rituali e virtuosismi, confidenze inattese e sorprendenti reticenze.
Il treno è il precursore di tutti i talk-show: offre il set, lo sfondo, i personaggi e – ad ogni stazione – la possibilità dell’uscita di scena.

"Uno raggiunge subito una nota di intimità in Italia. e parla di faccende personali":

così scriveva Stendhal, e non aveva mai preso un Eurostar.
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5 risposte a F.S.

  1. Peppe ha detto:

    Proprio qualche giorno fà sono andato a Roma con l\’Intecity Reggio-Milano e non era molto affollato così mi son seduto, nello scompartimento eravamo in sei e a tutti è suonato il cellulare almeno 5 volte tranne che a me, io ero perso nel libro che a stento entrava nella tasca del giubbino. Il ritorno invece è stato molto più bello perchè il treno (Milano-Reggio) era affollatissimo e stavo all\’impiedi, intorno a me qualche romano, qualche milanese, qualcun\’altro di Firenze ma sopratutto due ragazze della calabria che quando parlavano con me lo facevano in italiano tra di loro poi parlavano in un calabrese così stretto da far venire i brividi, e a uno come me che con il calabrese ha un pò di dimestichezza mi era permesso capire solo che si erano conosciute da poco e che erano insoddisfatte di Trenitalia (loro…).
    Punto positivo da parte mia per l\’Azienda perchè il controllore, o meglio la controllessa, era una ragazza bellissima poco più grande di me, siamo rimasti a parlare per un pò ma poi è andata via quando ha scoperto che ero juventino usando la Vecchia Signora per farle capire il mio codice di prenotazione (J di Juventus).
     
    A presto
    Nightfly

  2. Diana ha detto:

    "[…] E la locomotiva sembrava fosse un mostro strano che l\’uomo dominava con il pensiero e con la mano: ruggendo si lasciava indietro distanze che sembravano infinite, sembrava avesse dentro un potere tremendo, la stessa forza della dinamite…"
       Leggendo quello che scrivi mi è venuto in mente il testo di Guccini… a me il treno e la stazione piace pensarli come metafore di vita piuttosto che come "precursori" di tutti i talk-show. un bacio Dì

  3. IVAN ha detto:

    Cioè che mi hai portato a fare sopra a Posillipo se non mi vuoi più bene?

  4. nel ha detto:

    i treni spesso contengono bambini o elettori di Forza Italia.
    questa affermazione esclude automaticamente ogni altra possibile nota positiva sull\’amico vettore su rotaia.
    ci fosse una selezione all\’ingresso, o vagoni tematici lo userei non dico volentieri, ma almeno piu\’ spesso.
     

  5. Tamara E L'EspulsAlfredo ha detto:

    A me basta prendere l\’autobus tutti i giorni per pensare seriamente al suicidio.

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