NON-LUOGHI

Li chiamano “nonluoghi”…

Il neologismo nonluoghi definisce due concetti complementari ma assolutamente distinti: da una parte quegli spazi costruiti per un fine ben specifico (solitamente di trasporto, transito, commercio, tempo libero e svago) e dall’altra il rapporto che viene a crearsi fra gli individui e quegli stessi spazi.

Marc Augé definisce i nonluoghi in contrapposizione ai luoghi antropologici, quindi tutti quegli spazi che hanno la prerogativa di non essere identitari, relazionali e storici. Fanno parte dei nonluoghi sia le strutture necessarie per la circolazione accelerata delle persone e dei beni (autostrade, svincoli e aeroporti), sia i mezzi di trasporto, i grandi centri commerciali, i campi profughi, eccetera.

Ora, non me ne voglia il caro Marc Augè ma io non sono per niente d’accordo con questa visione.
Probabilmente è vero che si tratta di spazi in cui milioni di individualità si incrociano senza entrare in relazione sospinti o dal desiderio frenetico di consumare o di accelerare le operazioni quotidiane ma non è forse questo un aspetto caratteristico della nostra “umanità”!
Noi siamo frenetici… consumisti…. sospinti da una smania generale di moto perpetuo!
Beh, questi mi sembrano molto più “luoghi” di tanti altri.
Prendiamo un aeroporto. Il nonluogo per antonomasia. Io trovo che al contrario di ciò che si dice, l’aeroporto sia la summa della più varia natura umana. Lo adoro anche per questo.
Vite che si incrociano, partenze, arrivi, saluti, abbracci, baci, pianti, risate, nervosismo, liti, attese, coppie in viaggio di nozze, amanti, famiglie, bambini, animali nelle apposite gabbiette, bagagli, duty free, odore di detersivo per i pavmenti, carrelli abbandonati, divieto di fumo, mozziconi nascosti negli angoli dei bagni, scolaresche in viaggio d’istuzione, gruppi organizzati ecc ecc..
Se non è umanità questa!
Se non c’è scambio di vita in queste occasioni, ditemi, quando c’è???

Insomma, non voglio mettermi contro il signor Augè (di cui potete leggere i papielli in merito su qualche pagina di wikipedia) ma nel mio piccolo ci tengo a tessere l’elogio dei nonluoghi e li ribattezzerei invece “sueprluoghi”!
Ma questa è un’altra storia….

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3 risposte a NON-LUOGHI

  1. Roberto ha detto:

    Infatti, bravo!! Tra l\’altro, non so se ti è mai capitato, ma quando frequenti questi posti da solo noti ancora di più quanto riescano a essere vivi!Buona giornata

  2. Emma ha detto:

    Io dissento. Non puoi negare che l\’umanità che staborda nei non-luoghi lo fa una tantum, transitandovi e non lasciando alcuna traccia identitaria o storica di sé. Augé non critica l\’assenza di scambio, ma l\’assenza di radici, di comune appartenenza, di rapporti reciproci costruiti e duraturi. Se ci pensi è un paradosso: il super-luogo (come lo ribattezzi tu) che sembra ospitare l\’umanità intera in tutte le sue sfaccettature, in realtà non rappresenta nulla di esse, non racconta. Prova a pensare a un aeroporto o a un supermercato vuoti: puoi fare esperienza di conoscenza in posti simili? Sono costruzioni modulari tipicizzate dove nulla è dato al caso, dove tutto è standardizzato, sostanzialmente uguali in America come in Giappone. Pensa invece alla stradina di una qualsiasi città, e poi a quella di un\’latra città e così d seguito, e poniti la stessa domanda. La risposta non è la stessa. Ciascuna di quelle stradine è permeata dell\’dentità culturale della popolazione che la abita. Ecco perché "non-luoghi" e non "super-luoghi". Comunque, a chi non l\’abbia letto, lo consiglio quel saggio (si intitola proprio Non luoghi): è piccino e scorrevole, molto interessante.

  3. francescaromana ha detto:

    ma qua entri nel mio campo semantico caro..i non luoghi sono definiti tali poichè, nonostante siano pieni di vita, sono spersonalizzati, spersonalizzanti e soprattutto perchè i contatti che possono verificarsi nel loro interno sono praticamente pari a zero.. quelli che si verificano sono fugaci e non arricchiscono la persona.auspicare un\’esaltazione del nonluogo sarebbe come augurarsi un mondo di persone sterili e poco interessate a viverti nel profondo, persone che non ti guardano negli occhi e che non si divertono a fare giochi tipo guardarti in faccia e cercare di capire che lavoro fai…vorresti vivere in un nonmondo, fatto di nonluoghi pieno di nonpersone?scusami ma, anche se non si direbbe, io preferisco le emozioni.g.

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