L’AMACA (febbraio 2009)

Forse sono diventato ipersensibile, come chiunque, da anni, senta lo stesso vecchio chiodo piantarsi nella stessa vecchia ferita. Ma ogni volta che Berlusconi pronuncia anche una sola parola sulla famiglia Englaro mi sento umiliato dalla sua grossolanità morale. Al consueto effetto dell’ elefante nel negozio di porcellane si aggiunge la totale incongruenza tra un argomento così alto e un livello così basso. Specie quando costui osa addentrarsi in dettagli – come dire – fisiologici, che riguardano un corpo inerte e lo strazio quasi ventennale di chi la veglia e la cura, mi si rivolta lo stomaco. Un argomento che anche i filosofi accostano con sorvegliatissima prudenza diventa, in bocca a lui, la ciancia superficiale di un importuno, per giunta dotato di poteri enormi, che in genere agli importuni non vengono affidati. In questi giorni siamo di fronte a un doloroso strappo istituzionale e costituzionale, ma forse perfino più dolorosi sono gli sgarri verbali che il premier si è concesso, blaterando di gravidanze e di "bell’ aspetto". Chissà se, di fronte a questo osceno spettacolo, almeno qualcuno dei suoi elettori ha potuto aprire gli occhi. L’ illusione è che esista una soglia oltre la quale finalmente la passione politica si fa da parte, e lascia il posto alla valutazione umana. Non posso credere che essere di destra, oggi in Italia, significhi rassegnarsi a essere rappresentati da uno di quella fatta. – MICHELE SERRA
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Una risposta a L’AMACA (febbraio 2009)

  1. Maui ha detto:

    in quanto a ciance su questo caso troppe ce ne sono state e ce ne sono; magari fosse l\’unico il Berlusca, almeno lo si potrebbe isolare (anche se considerando di chi parliamo, sarebbe davvero dura); il fatto è che purtroppo come sempre ci sono vari gruppi che gli tengono bordone..prima fra tutti la CHIESA e i bravi conservatori che ci governano…certo mi dirai che tra lui e la Chiesa almeno la seconda parla con un po\’ + di cognizione di causa e seguendo quelle che sono le sue ideologie, il che mi porta a dire con dolore che è meglio star a sentire la Chiesa che lui se vuoi un\’opinione diversa dalla tua…ma invece poi ci penso bene e mi dico che sarebbe meglio uno Stato davvero laico, uno Stato di diritto, uno Stato dove sono i giuristi e lo scorrere del tempo e della vita a fare le leggi e non il parlamento con i suoi commercialisti, ingegneri e altro che pretendono di immobilizare le esigenze mutabili della società in uno schema, in una carta che cristallizza tutto il divenire…vabbè, dato che mi sembro un libro di diritto, chiudo qui.

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